On making time

Isn’t it funny how, when you’re pressed for time, is those little things that make you feel better that drop off your to do list first? At least, that’s what happens with me. I get busier and busier and busier with my studies, and my dissertation builds itself up nicely, but my brain, when I finally get home, feels dead. My kitchen shuts down, my meals become hurried, repetitive and unexciting and the days become a blur. And so here am I, tired, in the middle of an heatwave, and I finally figure out (with some help from J., who has been repeating this little nugget of wisdom for weeks now) that I either make time for myself, or I am going to have a breakdown. So here am I, after a nice ‘posh’ wrap, in my little corner, making time. I’d love to promise myself that I’ll make this quietly sitting and writing a regular part of my day, but I’d rather not make promises I can not keep. I’ll probably be invisible from the blogs of all the people who thought of me and dedicated awards to me over time, and stopped by to leave comments, and this corner will probably become what I originally thought it would be at the beginning: my own recipe and thoughts book. Maybe you, old and new readers, will not like this new, more intimate, dimension. Or maybe you will surprise me again, and will keep coming, as you did even when nothing new was happening. Either way, this is me, making time.

Astronomical Clock

Astronomical Clock (Photo credit: simpologist)

Non e’ strano vome, quando non si e’ super-indaffarati, le piccole cose che ci fanno stare meglio finiscono fuori dalla lista di cose da fare? O almeno, cosi’ succede a me. Vengo assorbita piu’ e piu’ nei miei studi, e la mia tesi cresce ma la mia testa, quando finalmente arrivo a casa, diventa vuota. La mia cucina chiude le imposte, i miei pasti vengono consumati in fretta, e divantano noiosi e ripetitivi, e i giorni si fondono l’uno nell’altro.  E cosi’ eccomi qui, stanca, nel mezzo di un’ondata di caldo, e finalmente mi entra in testa (con l’aiuto di J., che me l’ha ripetuto per settimane) che o trovo tempo per me, o mi riduco ad avere un esaurimento. E cosi’ eccomi qui, dopo un wrap pieno di ingredienti speciali e mangiato con calma, di nuovo nel mio angolino virtuale. Vorrei promettermi che questo essere qui seduta con calma a scrivere rimarra’ parte della mia routine quotidiana, ma preferisco non fare promesse che potrei non mantenere. Immagino che saro’ invisibile dai blog di tutte quelle persone che hanno pensato a me, e sono passate a commentare o mi hanno lasciato premi. Il mio angolino tornera’ a essere quello che era all’inizio: il mio diario personale di ricette e pensiere. Forse voi, lettori vecchi e nuovi, non vi ritroverete in questa nuova, piu’ intima, dimensione. O forse mi sorprenderete di nuovo, e continuerete a passare, come avete fatto anche quando non c’era niente di nuovo da vedere. In ogni caso, rieccomi qui, facendo un po’ di tempo per me.

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5 thoughts on “On making time

  1. Evviva, lo Scoiattolo è tornato! :D
    Capisco al 100%, soprattutto sul sentirsi la testa vuota…studiare intensamente svuota di tutte le energie e davvero, bisogna essere abbastanza egoisti (e avere un po’ di spirito di sopravvivenza) per ritagliarsi del tempo da passare in modo piacevole o si esplode…
    bentornata! :)

    • grazie! Davvero, mi definirei ancora in limbo… la mia tesi e’ quasi finita, se si puo’ dire quasi quando ancora devo scrivere la conclusione, riguardare tutto il testo e aggiungere un po’ di citazioni ed un paio di paragrafi lasciati indietro… lasciamo perdere va’… ma ormai sono al punto che voglio solo fare ferie, ed il mio cervello non ne vuole sapere di concentrarsi, neppure oggi che piove!

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